Situata nella regione di Grand Est de France, la capitale del dipartimento della Mosella si trova alla confluenza di due fiumi: la Mosella e la Seille, a 55 km dal confine con il Lussemburgo.

Città storica di duemila anni, Mertz fu capitale del regno franco dell’Austrasia e città commerciale dell’impero carolingio divenne una fortezza francese nel 16e secolo, prima di essere annessa all’impero tedesco nel Diciannovesimo secolo. Dalla fine della seconda guerra mondiale, la città appartiene di nuovo alla Francia.

Il patrimonio edilizio è caratterizzato da un’importante diversità architettonica, dall’antichità del secolo scorso, ricca di un forte patrimonio medievale e classico di influenza francese e, insieme, germanica, soprattutto nel quartiere imperiale costruito durante l’annessione dell’Alsazia-Lorena. Tra questi preziosi edifici, la Cattedrale di Santo Stefano costituisce una delle più importanti cattedrali gotiche della Francia. Le costruzioni sono caratterizzate dai toni giallo ocra della pietra Jaumont.

La città, situata sulle colline di Sainte-Croix e della Cittadella, integra tre isole abitate della Mosella nel suo tessuto urbano. Queste sono interconnesse da molti ponti, alcuni dei quali risalgono al Medioevo, e lungo le rive del corso d’acqua, i numerosi moli formano parte integrante della città storica.

Durante l’annessione tedesca del 1871 poi, la città si espanse e acquisì nuovi quartieri caratterizzati dall’architettura prussiana.

Nel corso dei secoli, Metz ha anche ricoperto una funzione militare chiave all’interno del territorio. A causa della sua posizione presso la frontiera, infatti, a partire dal Sedicesimo secolo, è stata a lungo una importante città di guarnigione, prima per la Francia e, dal 1872 al 1918 per la Germania, durante l’annessione dell’Alsazia-Lorena. In particolare in questo secondo periodo furono costruite molte caserme per ospitare la guarnigione tedesca. Dopo la Seconda guerra mondiale, il ruolo militare della città è stato confermato con la sede del comando dello Stato Maggiore della regione Est. Nel 2008, infine, la riforma della mappa militare, ha provocato la partenza di circa cinquemila soldati di stanza nell’agglomerato.

Città universitaria dal 1971, Metz accoglie più di ventimila studenti ogni anno. La città si afferma oggi come polo di comunicazione e di tecnologie dell’informazione e della comunicazione con il suo parco tecnologico e il marchio “Città internet”. Dal 2012 l’antica città commerciale e militare ha cercato di diventare una “città giardino”, sviluppando il suo paesaggio urbano e architettonico sul filo dell’acqua e dei parchi, attraverso una politica pionieristica in Francia nell’ambito dell’ecologia urbana. Nel 2010 l’apertura del Centro d’Arte et di Cultura Pompidou-Metz simboleggia la modernizzazione della città e della sua immagine, iniziata nei primi anni 2000. Aperta all’Europa, la città di Metz conduce anche una politica di cooperazione attiva con i suoi vicini, il Lussemburgo e il Land Saarland.

Centro d’arte moderna Pompidou-Metz

Nell’ambito di una riqualificazione urbana che mescola edilizia residenziale, commercio e cultura nel quartiere de l’Amphithéâtre, il Centre Pompidou-Metz è stato inaugurato nel 2010. Progettato dagli architetti Shigeru Ban, Jean de Gastines e Philippe Gumuchdjian, ha copertura autoportante a forma di cappello cinese composta da una struttura di 18 chilometri di travi in legno lamellare ricoperto da una membrana traslucida PTFE in fibra di vetro e Teflon. La struttura modulare esagonale è pensata per sfruttare al massimo l’illuminazione naturale ed è dotata di coibentazione di forte spessore realizzata con materiali parzialmente riciclati tra cui lastre di solfato di calcio derivanti da prodotti di desolforazione di altoforno e tubi di cartone riciclato per le gallerie. Le tre falde del tetto servono come filtri solari. Una rete di freddo urbano assicura la climatizzazione con controllo dell’umidità grazie anche alla ventilazione.

Residenza Jules Ferry

Situato su un terreno di 2500 metri quadrati – sul sito di una vecchia scuola degli anni Jules Ferry, il residence Jules Ferry comprende due edifici con ventisei abitazioni.

La prima costruzione di tre piani si trova in via Bérégovoy, la seconda si estende su otto livelli nella parte posteriore del terreno. Alla struttura realizzata in Xlam è associato l’isolamento esterno composto da cassoni prefabbricati riempiti di paglia. Per evitare la formazione di ponti termici, gli architetti hanno inserito elementi di fissaggio a rottura di ponte per la paglia e infissi a tripli vetri. Il rivestimento esterno è in larice alternato a terracotta. A riscaldamento: una pompa di calore associata a geotermia di profondità. La ventilazione a doppio flusso con recupero di calore riduce al minimo la perdita di energia e garantisce un buon ricambio d’aria. Collettori solari termici per la produzione di acqua calda e pannelli fotovoltaici completano gli edifici. Il tutto è stato realizzato in sole tre settimane.

Convivium

Realizzato nel 2016 dalla società Innov’habita e progettato da Core architectures, Convivium è un edificio a energia positiva. Situata nell’ambiente naturale dell’Ecoparco di Norroy-le-Veneur a Semécourt, la costruzione si pone come simbolo di rispetto ambientale e sociale. L’involucro a tenuta stagna, privo di ponti termici, è coibentato da tre strati di isolanti in cellulosa e lana di legno ad alta densità. La struttura portante è costituita da un telaio in legno. Al centro, il grande patio consente l’ingresso della luce naturale e, con le sue pareti vegetate, contribuisce al comfort igrometrico interno. Pompa di calore e impianto geotermico assicurano il riscaldamento della struttura ventilata con sistema a doppio flusso con recupero di calore. Aperture motorizzate consentono il rinfrescamento naturale.ù

 

di Giorgia Bollati