Una struttura rivoluzionaria che unisce tecnologia e sostenibilità, innovazione e tradizione. Situato ad Ostana, in provincia di Cuneo, Ambornetti è un resort 5 stelle completamente immerso nel cuore delle Alpi piemontesi, affacciato sul Monviso a 1640 m d’altezza. Nato dalla passione per la montagna e per i suoi meravigliosi paesaggi, il progetto si pone l’ambizioso obiettivo di ripopolare un antico borgo abbandonato, unendo al valore della ricerca scientifica la qualità dell’architettura tipica del luogo. Un progetto di accoglienza unico, completamente sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

«Inizialmente questo era un alpeggio estivo – racconta Carlo Ferraro, Presidente di Ambornetti –. Le persone che abitavano in una frazione più piccola qui sotto, che si chiama Ciampagna, durante l’estate salivano con le loro bestie e i loro animali, per portarli al pascolo. Cinquant’anni fa è poi stato abbandonato, le persone se ne sono andate. Ostana è uno di quei centri che hanno subito uno spopolamento importante, siamo passati da 1000 abitanti all’inizio del secolo fino ad arrivare a 8 persone alcuni anni fa. Fortunatamente la crescita è ricominciata e le persone sono tornate».

L’iniziativa prevede il recupero della borgata in cui attualmente sorgono una manciata di costruzioni in pietra diffuse lungo il pendio, vecchie stalle e fienili in completo stato di abbandono. Molteplici le attività che il sito offre ai suoi visitatori: un ristorante di alto livello che propone un’offerta gastronomica incentrata sulla cucina del territorio; un centro Spa di 460 mq, dove prendersi cura del corpo e della mente attraverso dei trattamenti con materiali tipici del luogo; uno spazio creativo pensato per realizzare eventi, workshop e attività di business; un nuovo insediamento agricolo, in cui torneranno a essere coltivati i prodotti tipici della montagna.

La struttura architettonica prevede l’utilizzo esclusivo di pietra e legno di castagno, risorse tipiche di questa zona, per inserirsi armonicamente nel contesto naturale e diventarne parte integrante. «Vorrei che Ambornetti diventasse la casa di tutte le persone che hanno voglia di vivere la montagna in maniera diversa. – continua Ferraro –. Ci piacerebbe che l’avvio di questa attività coincidesse con la creazione di una struttura turistica di rilievo, capace di riunire tutte le strutture presenti nelle nostre zone attraverso la collaborazione con gli enti locali e i comuni, per valorizzare il territorio e far sì che possa diventare un’area importante e conosciuta».

Completamente autonomo dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, Ambornetti si propone, a regime, di generare una produzione annua da fonti rinnovabili che sia superiore all’effettivo consumo della struttura. La produzione in eccesso verrà quindi accumulata mediante un sistema misto di idrogeno e batterie e sarà riutilizzabile al momento del bisogno. Grazie all’applicazione di tecnologie esclusive, inoltre, l’edificio è in grado di recuperare circa l’80% dell’acqua utilizzata e di trattare in loco tutti i rifiuti che produce, utilizzando un innovativo processo di smaltimento finalizzato al riciclo e al riutilizzo dei materiali.

 

di Alessandro Bianco