Quattro torri di edilizia pubblica, in via Russoli a Milano e un intervento di riqualificazione dell’esistente che è candidato a trasformarsi in un esempio unico in Italia di come – anche in aree rurali e montane – si possa agire su immobili che paiono irrecuperabili. Il progetto è quello sviluppato dall’architetto Tiziana Monterisi, esperta nell’uso di materiali naturali e nello sviluppo di superfici verdi integrate alla città. L’operazione si regge sulla somma di diverse forme di finanziamento: da una parte, il bando Clever Cities del Comune di Milano, che consentirà

Il progetto di restyling prevede l’isolamento in lolla di riso di pareti e coperture e l’inserimento di terrazze e orti da coltivare la realizzazione di un primo tetto verde di 3.500 metri quadrati, con il coinvolgimento degli inquilini e delle associazioni di quartiere; dall’altra, il superbonus 110% che permetterà di abbinare anche una coibentazione totale dei fabbricati usando il legno e la lolla di riso, materiale naturale, salubre e dalle ottime prestazioni termoigrometriche, prodotto in pannelli da Rice-house, realtà imprenditoriale fondata dalla stessa Monterisi. «Quando per la prima volta sono stata sul luogo e l’ho osservato, ascoltando lebesigenze delle persone che ci vivevano, ho colto le potenzialità di un intervento che, se concluso, potrà davvero fare la differenza», spiega la progettista. Il cantiere, nella sua totalità, prevede per le due torri e i fabbricati annessi(oltre 14mila metri quadrati di superficie) un profondo ripensamento dei fabbricati. «La concomitanza di un iter già incardinato con la norma del Superbonus ci consentirà – racconta Monterisi – di accelerare di molto i tempi e di arrivare al traguardo prima di quanto avevamo inizialmente previsto».

In futuro, i due immobili (oggi degradati) potrebbero non avere più necessità di un riscaldamento e condizionamento estivo (grazie all’inserimento di un tetto in paglia di riso e di un un cappotto in legno e paglia di riso) e al sistema di verde verticale. La realizzazione di una facciata ventilata e il tetto giardino, oltre ad avere caratteristiche estetiche, avranno la funzione di proteggere dall’irraggiamento solare e dalla pioggia battente, filtrando le polveri sottili e migliorando il microclima sia interno che esterno. Ma la scommessa guarda anche più in là. Le due Torri sono, infatti, candidate a diventare il primo caso di complesso urbano autosufficiente, non solo dal punto di vista dell’approvvigionamento di energia, ma anche sotto l’aspetto della produzione alimentare. Le terrazze verdi saranno dei grandi orti urbani: in tutto, i 410 abitanti delle Torri di via Russoli potrebbero arrivare ad avere 70 kg anno/abitante di ortaggi e 79 kg anno/abitante di frutta.

 

di Maria Chiara Voci