“Questa è la storia di un uomo di pianura e di metropoli che ha sempre guardato alla montagna per amor di valico, di salita, di cielo. È la storia di come quell’uomo ha sempre sentito il camminare ‘in salita’ come un’avventura che, senza trasformarsi in ‘specialità sportiva’, ha nutrito l’immaginazione e il sentimento. È un’avventura: quella del ‘guardare in su’, della conquista del cielo a cui siamo appoggiati più di quanto non siamo appoggiati sulla terra; di come le forme ci accompagnano in quel moto ascensionale, di prato in roccia, di bosco in pietraia, di malga in solitudine. È la storia di una educazione sentimentale, ma insieme la storia di come quell’uomo ha imparato a leggere la montagna, non solo attraverso l’apprendimento del cammino ma anche attraverso il filtro della pittura, della musica, della memoria locale, dei racconti orali. Che cosa sia un sentiero, lo si sa quando se ne perdono le tracce. Quell’uomo di pianura e di metropoli lo conosco bene, perché mi somiglia, e somiglia a quanti mi sono stati compagni in quella avventura.” (Alberto Rollo)

 

Alberto Rollo

Dopo aver lavorato come editor della narrativa italiana e responsabile della collana tascabile di Giangiacomo Feltrinelli Editore, Alberto Rollo è diventato nel 2005 direttore letterario per la stessa casa editrice. Ha collaborato con varie testate nazionali come recensore e con le maggiori case editrici italiane, occupandosi anche dell’area “Grandi opere” per il gruppo De Agostini. È stato condirettore della rivista Linea d’Ombra e ha scritto saggi su vari argomenti per riviste letterarie come BelfagorQuaderni PiacentiniLetteratura e letterature, Tirature. Ha inoltre lavorato come traduttore di autori inglesi e americani contemporanei come Will Self, Jonathan Coe, Steven Millhauser, William Faulkner. Nel 2016 ha pubblicato, con Manni editore, Un’educazione milanese.