È del tutto ingiustificabile che i Comuni, e anche Comunità montane e Unioni montane, siano costretti ad attendere 3 o 4 mesi prima di ricevere sui loro conti correnti le somme rendicontate ai Ministeri a seguito di lavori effettuati e pagati.

Sono 800 circa, secondo dati in possesso di Uncem – se qualche autorità ne ha di migliori, siamo curiosi di vederli – i Comuni che sono in attesa di liquidazione di somme. Il PNRR ha complicato un meccanismo già pieno di ombre e lungaggini. I Comuni beneficiari infatti ricevono solo una parte minima del finanziamento una volta assegnata l’opera. E poi entrano nel loop della spesa senza ritorno, aspettando Godot.

Per piccole e medie opere, passate da legge di bilancio al PNRR, e forse in procinto di andare su altri fondi, come l’FSC, gli Enti sono così costretti a spendere, rendicontare le risorse e aspettare. Troppo tempo passa dal pagamento delle ditte incaricate dai Comuni all’accredito delle risorse statali sui conti dei municipi.

E così, la crisi finanziaria è dietro l’angolo. Oppure diventano l’impossibile polmone finanziario di imprese che realizzano i lavori. Oppure ancora si rinuncia, e ci stanno pensando molti Sindaci, a partecipare a bandi o a proseguire con le opere. Le attese dei bonifici statali sono inaccettabili. Vale per i Comuni più piccoli, che sopra i 100mila euro di esposizione che non rientra dallo Stato vanno in crisi. E per i più grandi. Figuriamoci quando in ballo vi sono opere da 1 o 2 milioni di euro, con stati di avanzamento chiari, ma con gli accrediti non ricevuti. Non è questo il PNRR che vogliamo. Se il rendiconto dei Comuni è ok, non dovrebbe passare più di una settimana per ricevere il bonifico dal Ministero titolare di bando e opera. Invece passano mesi. Burocrazia e tempi eterni che si scaricano sui più deboli, loro malgrado, i Sindaci e i Comuni. Inaccettabile e insostenibile.

 

di Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem