Uno strumento giuridico che permette alle piccole e medie realtà di fare rete e collaborare, superando i limiti dimensionali e sfruttando così le economie di scala.

Un’iniziativa che nasce dalla volontà di 5 storiche imprese familiari della Provincia Granda – Cobola Serramenti, Edilbloc, Mozzone Building System, Vincenzo Pilone e Vimark – di aggregarsi, fare squadra e innovare nel settore delle costruzioni dando vita a un marchio che rappresenta la proposizione collettiva di una fornitura di prossimità, secondo una logica capace di rispondere a 360° al concetto di sostenibilità ESG: un concetto che riguarda non solo la riduzione degli impatti ambientali, ma anche l’ottimizzazione dei risultati di ogni azione sul piano economico e sociale).

Un’edilizia a km 0, quindi, in cui la qualità è anche sinonimo di produzione locale, su piccola scala e con ricadute dirette sul territorio. Un progetto che innova, nel suo ritorno alla tradizione. Si chiama Zero 150 (pay off, Edilizia Etica di Prossimità) ed è la prima rete di impresa ad arrivare al traguardo fra quelle affiancate dalla sezione cuneese di ReteImpresa Lab, l’agenzia costituita ad hoc da Confindustria.

«L’idea – spiega Carlo Bovio di Vimark – è nata quando, per una mera questione burocratica, siamo stati esclusi dall’appalto di un intervento che si stava sviluppando a pochi chilometri dalla nostra sede. Anche, e non solo, per una ragione di prossimità, la nostra offerta era sulla carta la migliore, ma rispetto alla multinazionale che ha vinto, a noi mancava un certificato. Un sigillo che non sposta nulla in termini di caratteristiche di prodotto e che una media azienda non sempre può permettersi per una ragione di meri costi. Da qui, abbiamo capito che la strada per crescere era fare rete». Dal pensiero allo sviluppo: in pochi mesi (autunno 2022-estate 2023) la rete è nata, aggregando un primo nucleo di imprese che già si conoscevano, grazie al supporto strategico confindustriale.

«Le reti d’impresa – spiega Mauro Danna, vicedirettore di Confindustria Cuneo – sono uno strumento agile, che dal 2009 ad oggi è cresciuto esponenzialmente. In Piemonte oggi le reti sono 796 per 2.385 imprese e a Cuneo ne contiamo 257, anche se la prima rete nata dal nostro laboratorio è Zero150».

Partendo dall’evento di presentazione del progetto, Mario Burrascano, esperto di sostenibilità, Gabriele Gazzano, presidente ANCE Cuneo, Giacomo Tassone, responsabile Servizio Legale e Normativa d’Impresa Confindustria Cuneo e referente di RetImpresa Lab con Guido Callegari, docente del Politecnico di Torino, hanno spiegato come la Rete di impresa sia uno strumento giuridico che permette alle realtà che ne fanno parte di collaborare, senza costituire nuove forme societarie, mantenendo ferme le proprie attività principali e prevalenti, ma usando opportunità come il distacco di manodopera in una forma semplificata o il ricorso all’istituto della codatorialità per condividere costi, oneri e responsabilità su parte della forza lavoro.

«Un vero aiuto – aggiunge Giampaolo Vitali, economista CNR e segretario Gruppo Economisti d’Impresa, che ha preso parte a fine giugno all’evento di presentazione del progetto – soprattutto per le pmi, perché permette di superare i limiti dimensionali e di mettere in sinergia importanti economie di scala. Soprattutto le evoluzioni sul fronte della sostenibilità metteranno le aziende di fronte a investimenti e costi che saranno affrontabili solo in forma aggregata, così da mantenere saldo il fine primario di un’impresa, che è quello di fare business, pur in un equilibrio costante fra etica, sostenibilità e profittabilità».

Zero 150 (www.zero150.it) ha un ambizioso programma anche di iniziative di incontro e formazione aperte alla collettività. Come spiegato da Mariano Costamagna, presidente di Confindustria, questa rete (che innova in edilizia) «è un modello di cunneesità, cioè di efficienza e operatività, che potrà essere elemento di emulazione per altri» e che è di fatto scalabile ed esportabile verso altri territori. «Al nostro, di territorio e in particolare alle altre aziende edili così come a tutti i progettisti – commentano Carlo Bovio, Chiara Pilone, Sabrina Lanza, Giuliano Decostanzi e Danilo Perano, rispettivi referenti per le imprese che rappresentano in rete – chiediamo di ascoltare il nostro messaggio, di confrontarsi con noi e di fare network, anche entrando in rete. Abbiamo stilato un manifesto, chiaro, per condividere valori e percorsi. Noi ci crediamo».

Presupposto di ogni buona aggregazione, è stato però rimarcato, è la condivisione valoriale e la volontà umana di condividere un percorso, che può rappresentare un modello cuneese per altri soggetti e territori. Prossimo passo? Aprire al dialogo con gli stakeholder.

di Maria Chiara Voci