L’ultimo disegno di Saype si ammira sui pascoli verso punta Helbronner.

L’artista francese, inventore del field painting, ha disegnato sui pascoli del Pavillon, a 2.300 metri di altezza, “La grande dame”, affresco su erba che rappresenta il “passaggio” generazionale di consapevolezza fra due donne (una anziana e una giovane) sull’effetto del cambiamento climatico rispetto alla sopravvivenza dei ghiacciai.

Anche i pascoli alpini possono trasformarsi nel fondale di un’opera di land art, che porta la contemporaneità dell’arte in alta quota. Accade in Valle D’Aosta, sui pascoli del Monte Bianco, a 2.300 metri di altezza: qui, ben visibile a tutti coloro che affrontano con lo Skyway la salita verso punta Helbronner, è stata installata da pochi giorni (e sarà visibile fino a che la vegetazione lo consentirà) “La grande dame”, l’ultimo affresco su erba dell’artista francese Saype (al secolo, Guillaume Legros), pioniere di un nuovo movimento che unendo i principi della land art con la street art,  ha portato allo sviluppo della cosiddetta “field painting” (letteralmente, “pittura su prato”), attraverso la realizzazione di giganteschi affreschi dipinti sull’erba, visibili nella loro interezza solamente dall’alto.

L’opera installata in Valle d’Aosta (nel punto più alto cui l’artista abbia mai operato) rappresenta l’abbraccio fra due donne (una matura e una giovane). Quella più anziana indica all’altra, con il dito, la vetta più alta d’Europa, quella del Monte Bianco, sentinella del clima che cambia. Luogo fragile e meraviglioso da osservare e preservare, nel passaggio. Un modo per lanciare, dai pascoli del Pavillon, un messaggio all’umanità: «I ghiacciai fondono e questo ci dimostra quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente». Il Monte Bianco diventa simbolo dell’immensità della natura, ma anche della sua fragilità.

Per realizzare l’opera, Saype ha utilizzato una vernice biodegradabile di gesso e carbone. Fra i progetti più rappresentativi e suggestivi dell’artista spicca “Beyond Walls“, iniziato nel 2019 e che terminerà nel 2024. È la rappresentazione di una simbolica stretta di mano, replicata, finora, in più di 20 posti nel mondo. Il concept del progetto è la creazione di una catena umana che abbia la forza di unire tutto il pianeta, oltrepassando i confini e abbattendo i muri che la società ci impone.

 

di Maria Chiara Voci