«Quando osservo gli antichi villaggi alpini, il mio pensiero va alle persone che hanno abitato quei luoghi, alla vita dura, agli stenti. Quelle case una volta erano vive, piene di vita, di famiglie numerose che lavoravano, di bambini che correvano per gli stretti vicoli. Oggi la maggior parte sono abbandonate, ma non voglio che il nostro passato venga dimenticato».

Nascono così i micro villaggi in pietra di Alberto Bonaudo, sessantaduenne di Rivarolo, progettista meccanico con la passione per la realizzazione di baite in miniatura.

Le serate nel laboratorio scorrono leggere, donando all’uomo l’impressione di essere immerso nei suoi amati monti, staccando la spina dalle incombenze della quotidianità e perdendo di vista l’orologio. Bonaudo, infatti, non ha mai misurato il tempo necessario per le sue creazioni e tanto meno tenuto il conto del numero complessivo di casette realizzate. Siamo, senza dubbio, nell’ordine di grandezza delle centinaia di piccoli edifici, spesso riuniti a formare dei micro villaggi. Come un presepe. Non a caso, l’avventura è partita proprio una quindicina d’anni fa, quando il figlio gli chiese di realizzare una casetta in pietra per il presepe di famiglia. A riguardarla oggi, quella creazione fa sorridere l’autore che ha raggiunto, nel frattempo, alti livelli di cura dei particolari e delle proporzioni: le creazioni sono in fedele scala 1 a 80, il che significa che la miniatura di un’abitazione di due piani ha un’altezza di circa 10 cm.

La scorsa estate queste piccole meraviglie sono state in mostra a Indrod (AO). In passato, negli spazi espositivi della Regione Piemonte a Torino. Un buon numero di appassionati segue l’artista, sui social e in giro per le valli, per veder crescere i curiosi micro villaggi.

Il modello di riferimento di Bonaudo è, ovviamente, l’architettura tradizionale alpina. La fonte di ispirazione sono le lunghe camminate in montagna a cavallo tra Piemonte e Valle d’Aosta, durante le quali osserva, fotografa e raccoglie materiali utili (scaglie di pietra e legno) per le costruzioni: «Non ho particolari segreti nel costruire le mie baite in miniatura, se non quello di osservare gli antichi villaggi durante le mie escursioni, cercando di coglierne l’anima. Le case vengono realizzate rispettando le tecniche di costruzione originali, utilizzando solo pietra e legno come nella realtà. Ogni pietra viene tagliata su misura, mentre le parti lignee, come ad esempio per i tipici “Rascard” Valdostani, sono accuratamente tagliate e incastrate fra loro».

Pur mantenendosi fedele alla tipologia costruttiva dei luoghi d’ispirazione, Bonaudo crea edifici volutamente originali, senza mai limitarsi alla semplice riproduzione fedele di edifici già esistenti: «Le mie creazioni vogliono esaltare la bellezza dell’architettura alpina in tutta la sua semplicità, ma non sono mai copie di manufatti esistenti, bensì frutto della mia fantasia».

 

di Caterina Morello