A Cortina d’Ampezzo (BL) c’è chi ha scelto di rinunciare alle motoslitte come mezzo per raggiungere la propria struttura. A piedi, con le ciaspole e le pelli di foca (sotto gli sci): sono questi i mezzi per arrivare al Rifugio Dibona, a oltre 2.000 metri si altezza, ai piedi della Tofana di Rozes.

Dedicato alla nota guida alpina ampezzana Angelo Dibona e gestito sin dagli anni cinquanta dalla famiglia Recafina, il Rifugio ha una grande terrazza panoramica e un’ottima cucina. La scelta di eliminare le motoslitte che metteva a disposizione dei propri avventori è coraggiosa dal punto di vista economico. Questi mezzi infatti, permettevano di raggiungere il Dibona in appena 15 minuti ed erano in tanti a usufruirne per degustare il rinomato menù del Rifugio e godere della vista spettacolare che si può ammirare da qui.

Ma i Recafina hanno scelto la natura e il suo silenzio, riavvicinando la struttura ai gusti e alla filosofia di escursionisti e alpinisti. A spingerli in questa direzione, l’esperienza della pandemia che ha riacceso l’amore per la tranquilla salubrità della montagna.

 

Foto in apertura dal sito del Rifugio Dibona.