Bandi e progetti per promuovere la ricerca scientifica. I partner del Piter Terres Monviso EcO sostengono le sinergie innovative tra università, ricerca e territorio.

Progetti di studio per ricercatori interessati ad approfondire tematiche che producano effetti positivi sul territorio transfrontaliero. Questo l’obiettivo dei bandi di ricerca e delle borse di studio, destinati a docenti e scienziati, promossi dalla Camera di Commercio di Cuneo, dal Parco del Queyras, dal Parco del Mercantour e dalla Comunità dei comuni del Guillestrois e del Queyras.

Ne sono scaturiti quattro progetti che dimostrano l’effettivo sostegno al territorio eletto come luogo privilegiato per la ricerca scientifica.

Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con la Camera di commercio di Cuneo, nell’ambito del progetto “Food Digital Monitoring” ha bandito la borsa di studio dal titolo “Tecniche di conservazione e trasformazione alimentare di specie fitoalimurgiche autoctone del Cuneese”. L’attività di ricerca, effettuata con il contributo del Parco delle Alpi Marittime e con la Cooperativa Agricola di Comunità “Germinale” di Demonte, si è focalizzata sulla conoscenza e l’incremento di utilizzo delle erbe fitoalimurgiche e sull’intento di preservare la biodiversità delle zone di raccolta, evitando l’estinzione delle piante spontanee. I risultati ottenuti saranno presentati agli operatori della ristorazione cuneese per incentivare la conoscenza e l’utilizzo di tali erbe nelle preparazioni culinarie.

Del 2019 il bando del Parco del Queyras “Un’altra salute si inventa qui” che ha dato vita a un progetto di ricerca applicata incentrato sulla salute e la rigenerazione analizzando temi come la nutrizione, l’attività fisica, la connessione con la natura e la rifocalizzazione con l’obiettivo di individuare, promuovere e animare una rete di soggetti che possano mobilitare le risorse di cui dispone il territorio del Queyras. L’equipe di studio è stata guidata dall’Associazione Jardins de Mémoires Montagne in collaborazione con il Dipartimento di Farmacochimica Molecolare dell’Università di Grenoble Alpes, il Centro regionale di botanica applicata, il Laboratorio di Ecologia Alpina del CNRS, l’associazione “A chacun son Everest”, il Comitato dipartimentale per l’educazione alla salute, il gruppo di ricerca-azione sull’agroecologia contadina e il gruppo Montagnes de légendes.

Focalizzato sull’ambiente e sui cambiamenti climatici lo studio promosso dal Parco del Mercantour. Il progetto “Variabilità spaziale e temporale dell’inverdimento degli ambienti aperti d’alta quota nella valle dell’Ubaye: quando il satellite si confronta con i dati sul campo. 

è stato condotto dall’Università di Grenoble Alpes, dall’Università Savoie Mont Blanc, dal Laboratorio di Ecologia Alpina, dal Centro Nazionale della Ricerca Scientifica e dal laboratorio Edytem. La ricerca si è focalizzata sullo studio dei fattori ambientali che predispongono a una risposta più rapida al rinverdimento e sulle principali dinamiche ecologiche associate al fenomeno, analizzando le immagini satellitari ad alta risoluzione rilevate nel tempo, ma soprattutto con l’attività sul campo attraverso l’osservazione del suolo e della vegetazione.

Infine il progetto di ricerca promosso dalla Comunità dei comuni del Guillestrois Queyras con la collaborazione dei Paesi Serre-Ponçon Ubaye Durance si è incentrato sullo studio del Centro d’Interpretazione dell’Architettura e del Patrimonio “CIAP XX secolo”. Condotta dalla Scuola Nazionale Superiore di Architettura di Marsiglia e focalizzata sull’approfondimento della conoscenza del bacino idrico di Serre-

Ponçon, la ricerca è stata suddivisa in due fasi: la prima di inventario, per comprendere le trasformazioni spaziali avvenute, la seconda di analisi di impianti, infrastrutture e grandi opere architettoniche legate all’invaso, per cercare di mostrare i siti che hanno un valore patrimoniale. Un approccio che ha permesso di accompagnare il territorio nella conoscenza e nel riconoscimento del suo patrimonio.

 

di Silvia Napoleoni